DANILO SACCO

FOTO GHIRARDI
BIOGRAFIA
DANILO
KAKUEN SACCO
Voce e chitarra, è nato ad Agliano (AT) il 6 giugno 1965, gemelli.
Dice di aver imparato le regole fondamentali dello spettacolo facendo musica con
i complessi con cui ha lavorato. Cantando dall'età di 6 anni è profondo
conoscitore delle tecniche di canto sa utilizzare al meglio la propria
estensione vocale.
Predilige il buon vino, pratica sport, ascolta musica etnica, adora gli "all
blacks", la nazionale di rugby della nuova Zelanda e s'interessa di culture
orientali.
E' entrato nei Nomadi il 13 marzo 1993
Aveva lavorato con vari gruppi musicali, come "La comitiva Brambilla", con cui
ha inciso un disco, "La voce di chi tace", fino a che una cassetta è arrivata
nelle mani di Cico Falzone che lo ha convocato per far parte dei Nomadi, scelta,
come sempre azzeccatissima. Ha una voce bellissima che stupisce soprattutto
quando canta canzoni come "Non dimenticarti di me", "Trovare Dio" ecc...,.
Amante del buon vino, della musica, delle culture orientali e dello sport.
Danilo lascia il gruppo con l'ultimo concerto a Mirandola il 28 dicembre del
2011 dopo averci regalato 18 anni di emozioni che resteranno scolpite nel cuore
del popolo nomade.
|
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
il suo
saluto ai fans
Oggi il cielo è meravigliosamente limpido
dove vivo.
Oggi l'aria è fresca ed un vento novembrino sembra
entrarti nelle ossa come un folletto impertinente
accarezzandoti la pelle sotto il pesante maglione
irlandese. Ah magica Galway..
Da qualche parte si ode una risata, delicata, soffusa,
pudica, come è tradizione della gente del mio
villaggio.Qualcosa è andata bene.
Forse è nato un vitellino.
Fa freddo e raccolgo le ultime pigne.
Sono un combustile perfetto per accendere il camino
e la stufa. E' un peccato sprecarle.
La natura ci da così tanto e noi a lei così poco...
Passa un vecchio trattore e due persone mi salutano.
Mi gridano qualcosa ma non riesco a capire.
Il rumore del motore è così forte che mi stordisce...
Questo mio villaggio è talmente silenzioso che
persino il sussurro di una farfalla può essere udito da
chiunque. Ma gli occhi delle due persone sul vecchio
trattore, mi comunicano allegria e buone notizie per
qualcuna delle poche famiglie che qui vicino vivono
da generazioni.Questo basta.Ed io rido.Ma di cuore.
Nonostante i pezzi di ricambio il mio cuore è ancora
pulsante e forte.
Sono felice perchè loro sono felici.
Va tutto bene.
Io vivo così da tutta la vita.
Non posso vivere in nessun altro modo.
Ci ho provato ma ho miseramente fallito.
Forse mi sarebbe piaciuto fare l'uomo di mondo, ma
non ci sono riuscito.
Sono troppo stupido e provinciale ed in ultima
analisi, troppo prevedibile.
Sono tornato o casa, dalle mie radici.
Questo sono. Ne più, ne meno.
Ogni mattina il piccolo bar dove vado mi prepara il
miglior caffè del mondo ed i sorrisi degli anziani
seduti ai tavoli a parlare mi danno una forza inimmaginabile.
"Tu sei il nostro orgoglio" mi dicono..
"Tu hai visto il mondo, com'è il mondo?"
Un tempo mentivo perchè in fondo volevo solo
raccontare storie e sentirmi importante.
Ora non più. "Il mondo è qui... non c'è altro"
Non vi è altro di così dolce che accendere il camino
durante una notte di neve fresca e profumata che
turbina in fiocchi iridescenti quasi in un vortice
freddo e blu elettrico, tanto da darti una meravigliosa
vertigine mentre la tua pelle incontra la pelle
profumata della persona amata a cui hai votato la tua
intera esistenza..
Cosa vi è di più appagante?
Fama, denaro, consenso sociale?
Spettri..
Solo spettri che prima o poi, dopo averci succhiato ogni energia vitale ci
lasceranno semplicemente soli.
Soli.
Questo è il mio villaggio.
Vecchio di più di mille anni.
Io vivo qui e qui voglio morire.
Sò bene di essere prolisso e la descrizione di questi
magici posti ove vivo è solo un pallido simulacro di
ciò che vorrei esprimere, ma amici ed amiche mie,
permettemi in cuor mio di rivolgere a tutti voi una
preghiera.
Lasciatemi declamare per l'ultima volta il sapore del
latte con cui sono stato nutrito con la speranza che
noi tutti si riscopra un domani, la magia della vita,
fino a perderci sul confine che separa sogno e realtà,
giacchè, credetemi, è in questo regno oltremare
ed oltreverso che risiede la reminescenza.
Niente sogni? Niente umanità!
A questo punto, qualche buona persona potrebbe
obiettare, pur con l' animo in conflitto (e questo, per
Giove, Saturno ed Iperione, lo sento..), ma questo
vecchio cantante, cos'ha fumato?
Beh, miei cari amici, nulla ho fumato, giacchè troppa
paura ho avuto sul tavolo di ferro durante la mia
malattia. Non fumo più e comunque nè ho mai fatto
uso di particolari sostanze psicotrope tranne (e di ciò
mi perdonerete, miei buoni amici) qualche magia di
Bacco di tanto in tanto..
Anzi no..
Dato che siamo in questo momento in vena di
confidenze, a questo punto devo confessarvelo..
Mi sono drogato per anni..
E' inutile negarlo.
Ora basta.
Sarò sincero fino in fondo con tutti voi dato che ciò
che stò per dire sarà per me una liberazione immane,
titanica, una pulizia dell'anima.
Fin dall'età di sei anni mi sono drogato.
Ho cominciato con un libro, e poi un'altro, ed un'altro
ancora, fino a che non ho più potuto opporre
resistenza e ora sono purtroppo totalmente assuefatto
dalla voglia di conoscenza.. Per Minerva..
Colleziono idee.
O forse.... Sogni?
Per molti, questo modo di comportarsi non è
consono, non è etico ed in una parola non è normale.
Ma mi chiedo..
Chi è che decide che cosa è normale e cosa non lo è?
Dov'è il giudice supremo che dall'alto del suo
scranno dorato legifera dicendo "Questo va bene e
questo non va bene?"
E poi, chi controlla il controllore? Chi legifera sul
legiferante? Mi vengono in mente le illuminate parole
di Voltaire, il quale parlando con una persona di cui
non condivideva le idee , disse :"Signore, non sono
d'accordo con le vostre opinioni ma difenderò fino
alla morte il vostro diritto di dirle.."
Questo è il mio SOLO sogno.
Un sogno tangibile.
Un sogno fatto di democrazia, tolleranza, coscienza,
e sopratutto CONDIVISIONE.
Un mondo in cui non esista paura (la paura è
contagiosa), dove non esista sopraffazione, e dove, in
ultima analisi, ciascuno possa dire la sua alzando nel
consesso la propria nobile voce nel silenzio rispettoso
degli astanti.
Che giuramento portentoso sarebbe, se chiunque di
noi si impegnasse sin d'ora a lavorare per questo
scopo, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti..
Un posto in cui le idee sono la vera ricchezza.
Utopia?Forse.
Amici miei, miei Capitani.. Perdonate la mia
arroganza, la mia irruenza e la mia vecchia giovanile
stoltezza ma in cuor mio vi dico che un uomo deve
prima o poi confrontarsi con l'immagine che
lo specchio gli rimanda.
Il mio mi rimanda l'immagine sbiadita di un ragazzo
anziano, ( perdonatemi gli ossimori..) che sta
cercando qualcosa. Cosa, nemmeno lui lo sa.
Fra qualche mese compirò quarantasette anni.
Cominciano ad essere molti.
Ai concerti vedo tanta gente che neppure era nata
quando ho cominciato..
E' tempo di lasciare spazio ai giovani..
Ho passato diciotto anni con il più grande gruppo in
cui potessi vivere ed ho servito a volte sbagliando, a
volte con animo ignavo e greve, a volte
distrattamente, ma se, amici miei, mi concedete
quartiere, ho servito sempre con onore e con il
massimo della sincerità che il mio cuore e la mia
anima potessero offrire...
Oltre non posso andare.
Il mio tempo è concluso.
Essere il cantante dei Nomadi è il più grande onore
che si possa riconoscere a qualunque professionista
della musica.
E' come l'amore.
Non sai spiegare che cos'è, ma quando lo vivi,
comprendi che è qualcosa di magico, di eterno, di
totalizzante.
Purtuttavia, questo immenso onore richiede un
grande tributo che io, in cuor mio, non posso più
pagare.
Ho paura di sbagliare, ho paura di non poter essere
più il cantante che tutti voi conoscete ed avete
conosciuto.
L'età avanza a passo di carica prussiana.
Non posso sopportare l'idea di non potervi più dare il massimo del massimo.
Voglio essere ricordato come un campione.
Non voglio decadere lentamente..
Ho sempre sostenuto, e voi tutti ne siete testimoni,
che il giorno stesso in cui mi fossi accorto di non
poter dare più il cento per cento, mi sarei ritirato in
un angolo a pensare, e così ho fatto.
Ho riflettuto molto.
Adoro la storia di Rocky Marciano...
Non posso mentire a me stesso, ne voglio essere un
peso per nessuno perchè sò che prima o poi questo
avverrebbe, ed è inevitabile.
I Nomadi hanno bisogno di essere liberi come puledri
scalcianti, suonare tanto e toccare ogni dove come
una fresca acqua che lambisce dune riarse.
I Nomadi sono un movimento di idee, come disse
Daniele Campani e dunque non ci appartengono più.
Sono stanco miei Capitani.
Ho bisogno di pensare per un pò.
Voglio stare vicino a mio Padre, al monastero, a mia Madre ed ai miei Maestri.
Non potrei darvi più nulla se io stesso sono vuoto.
La musica non è la vita ma uno degli aspetti della
vita. Oltre gli studi di registrazione, cè un mondo
immenso che vorrei esplorare per la prima volta...
Per quasi vent'anni ho cercato di dare il massimo ed
ora il serbatoio della mia anima è esaurito.
Devo ricaricarmi.
Sarei un ipocrita a dire che va tutto bene e vi
mancherei di rispetto se lo facessi.
No.
Non va tutto bene.
Devo fermarmi.
Miei amici, miei Capitani, vi prego dal profondo del
cuore che mi è rimasto, anzi, VI SUPPLICO di
perdonarmi.
Il treno dei Nomadi mi ha portato ovunque, ma la mia
stazione di arrivo è fissata per il primo gennaio 2012.
Li dovrò scendere dalla carrozza che così
amorevolmente mi ha sostenuto ed accompagnato per
diciotto lunghi e fantastici anni.
Da quel momento sarò solo in una stazione
qualunque, con lo sguardo pensieroso e speranzoso
ed il mio bagaglio di sogni e cartone.
Un uomo qualunque ( e per Perdio, vedremo in quel
momento dove sono i miei "amici").
I miei parenti per parte di Padre emigrarono in Texas,
i miei parenti per parte di Madre in Australia.
Siamo solo una famiglia di emigranti.
Io sono stato ESTREMAMENTE fortunato.
Ho avuto ogni cosa ma nessuno mi ha mai regalato
nulla..
Nonostante tutto, ripeto, ho avuto una vita fin troppo
privilegiata solo perchè ho avuto il culo di saper
cantare..
Purtuttavia volevo darvi tanti sogni e qualcuno,
concedetemelo, forse l'ho anche dato.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che
involontariamente ho offeso lungo il corso di questi
meravigliosi anni.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che da me si
aspettavano qualcosa che non ero in grado di dare.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che in cuor
loro volevano ancora sognare con me.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che a questo
punto si sentono abbandonati.
Così non è..
Parimenti chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno
sempre avversato e sputtanato, perchè mi rendo conto
di fare loro un ulteriore torto.
Ritirandomi, invero, come passeranno il loro tempo?
Beh, qualcuno da sputtanare c'è sempre..
Che vadano a vampirizzare qualcun altro..
A questo proposito, a ciascuno di loro, risponderò
personalmente quando lo riterrò opportuno .
Amici..
Miei Capitani.
Vorrei ringraziare tutti Voi per l'appoggio, l'amore,
l'affetto che ho ricevuto per diciotto lunghi, stupendi,
meravigliosi anni.. Sono stati gli anni migliori della
mia vita, ricchissimi di episodi, avventure musicali,
lotte, gioie, sogni, utopie e follie.....
Giacchè anche di follie si nutre l'intelletto umano..
Parimenti vorrei ringraziare tutti i miei meravigliosi
compagni Nomadi, per ciò che abbiamo condiviso e
realizzato in anni ed anni di musica.
Sono stati i migliori compagni che un uomo potesse
sognare di avere.
Comincia una nuova vita.
Una nuova avventura.
Dovrò riflettere molto.
Passerà un pò di tempo prima che ci rivedremo ma il
ricordo che avrò di tutti Voi mi accompagnerà per sempre.
Questa è una promessa.
Questo è un giuramento.
Miei Capitani , io vi saluto.
E mi inchino davanti a tutti voi.
Amici o nemici che siate.
Grazie.
DANILO noi
ringraziamo te e ti auguriamo ogni bene