



IL 17 FEBBRAIO LA NOSTRA COMUNITA' E' STATA SCOSSA DA UNA TRAGICA NOTIZIA. LA PREMATURA SCOMPARSA DI UNA GIOVANE VITA , UN FIORE CHE ALLA TENERA ETA' DI 12 ANNI E' STATO RECISO DALLA TERRA . STRAPPATO ALL'AMORE DEI SUI CARI, CHE ORA VIVONO NEL RICORDO DI QUESTI POCHI ANNI VISSUTI INSIEME INTENSAMENTE. UN RICORDO CHE SARA' SCOLPITO PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI ANCHE PER LA NOBILE E UMANA INIZIATIVA DEI GENITORI DI SARAH CHE OLTRE AD AVER DONATO GLI ORGANI DI SARAH AD ALTRE 4 GIOVANI VITE, ORA LAVORANO PER UN GRANDE PROGETTO UMANITARIO. LA COSTRUZIONE DI UNA SCUOLA IN MADAGASCAR CHE SARA' IN GRADO DI OSPITARE UN MIGLIAIO DI BAMBINI. LA FAMIGLIA NOMADE SI UNISCE AL DOLORE DI ALDO E MARINA , MA ANCHE AD APPOGGIARE LE LORO INIZIATIVE PER QUANTO CI E' POSSIBILE.
L'OCEANO E' FORMATO DA TANTE GOCCE E NOI SAREMO ONORATI DI FAR PARTE ANCHE DI UNA SOLA GOCCIA.

Il tema di Sarah fatto da Lei domenica 11 Febbraio e consegnato al suo professore lunedì 12.02
TITOLO : LA MONDIALITA’
La nostra società è ormai definita
“globale” ed è sempre piu’ frequente il fenomeno dell’immigrazione, ma a volte è
difficile convivere con le altre culture, bisognerebbe rispettarsi perché si
arricchisce in questo modo la società.
Io sono sicurissima del fatto che ciò sia vero, infatti se tutte le culture
potessero vivere insieme su questo mondo, uno solo per così tanta gente, in pace
e armonia, potremmo imparare cose nuove e meravigliose sulle altre etnie e anche
elargirne noi verso gli altri.
Conosceremmo così usi e costumi di altri popoli, tradizioni e modi di vivere e
fare, che magari oggi troviamo strani, a volte addirittura assurdi se
confrontati con i nostri; ma solamente in questo modo potremmo imparare anche ad
amarli e a cancellare tutti i pregiudizi che si affollano nei nostri cuori e
nelle nostre menti.
Già pregiudizi, stereotipi….sono questi che rovinano la nostra società e la
nostra mente, facendoci pensare a cattiverie nei confronti di gente che il piu’
delle volte è solamente piu’ sfortunata di noi. Persone che magari vivono in
paesi scossi dalla guerra, o che purtroppo non possiedono ancora un’economia
sviluppata e quindi costretti ad andare in altri paesi, magari facendo i lavori
più’ umili: perché odiarli per questo?
Perché odiare persone che stanno nuovamente subendo ciò che è successo ai nostri
nonni o bisnonni?
Non riusciamo più a parlare di “ieri”, ormai si pensa solo più al “domani”, in
nostro!
A volte alla gente con la pelle nera vengono rivolti sguardi malevoli, come per
chi c’è l’ha gialla o rossa, e quando questo succede, io mi vergogno del colore
della mia pelle, che si è sempre sentita predominante. Come vorrei che fossimo
nati con la pelle dello stesso colore, un mix di tutte quelle esistenti e con un
cervello di egual misura, perché vedo spesso che molte persone ne sono prive.
Mi ricordo che da piccola a volte a Natale chiedevo la pace nel mondo, oppure
con i braccialetti della fortuna, ma questo non si avverava mai, eppure
continuavo ad insistere e a sperare.
E’ così che bisognerebbe sempre comportarsi a questi riguardi, ma nessuno lo fà…
Ora, penso che nonostante i più grandi sforzi la pace nel mondo non verrà mai,
forse in futuro ma non in quello più prossimo. Sarà che mi sto arrendendo alla
fatalità degli eventi, ma io chi sono per cambiare le sorti dell’umanità?
Bisognerebbe “contagiare” con questo pensiero così grande ed importante molte
altre persone, ma spesso è come se le loro orecchie si rifiutassero di
ascoltare.
Continuare ad insistere forse però è la miglior cosa, perché si sa, la speranza
è l’ultima a morire.
Sarah Bergoglio


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La
scuola che vogliono realizzare è una struttura tipica del posto e molto
funzionale, nella foto ne vedete una costruita in un altro villaggio.
Sviluppata su due piani e con 12 aule può ospitare fino a un migliaio di
bambini, che possono arrivare anche dai villaggi confinanti . Di bambini, qui,
ce ne sono veramente tanti.
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