QUESTE PAGINE VOGLIONO ESSERE DEDICATE A TUTTE LE VITTIME DELLA STUPIDITA' UMANA

NON DIMENTICHIAMOLI . . . .

NON VOGLIAMO FARE COMMENTI PERSONALI ALLE IMMAGINI CHE VI PROPONIAMO. PENSIAMO CHE SI COMMENTINO DA SOLE. LE ABBIAMO ACCOMPAGNATE CON UN TESTO APPROPRIATO DELLE TANTE CANZONI CHE I NOMADI HANNO CANTATO DENUNCIANDO LE PROBLEMATICHE CHE PURTROPPO ALIMENTANO LE PRIME PAGINE DEI NOSTRI GIORNALI.

 

PALESTINA

I RAGAZZI DELL'OLIVO

In quei disegni senza più serenità niente aquiloni, solo amare realtà,
niente più azzurri che colorano il cielo solo pastelli che sporcan tutto nero.
In quei disegni senza più umanità niente sorrisi solo gesti di libertà
niente più prati, ma strade con barriere, solo guerrieri che agitano bandiere.
Ma questa guerra è uno strano gioco, consuma gente, vite a poco a poco,
con i sassi contro quelle bombe quelle grida contro quegli spari.
In quei disegni senza più semplicità persiane chiuse, solo graffi di verità,
niente cortili così pieni e rumorosi solo figure e volti timorosi.
Ma questa guerra è uno strano gioco, consuma gente, vite a poco a poco,
con i sassi contro quelle bombe quelle grida contro quegli spari.
In quei disegni senza più serenità niente aquiloni solo amare realtà
niente più azzurri che colorano il cielo, solo pastelli che sporcan tutto nero
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PROSTITUZIONE E PEDOFELIA

 

L'ANGELO CADUTO

Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada
ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita resistito all'amarezza con stretta delle dita
a quell'uomo che è venuto a cercare la tua pelle per due soldi hai regalato la tua polvere di stelle
ma se è vero che non vivi e non vuoi parlare nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare.
Sei un angelo caduto dentro un altro firmamento la tua casa non è il sole ma una strada di cemento
una vittima immolata alle fantasie di un pazzo giace immobile, indifesa, assomiglia ad un pupazzo
hai prestato il corpo a ore per poter tirare avanti hai subito la condanna di tutti i benpensanti
che ridono godendo del rumore dei coltelli.
Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada
ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita resistito all'amarezza con la stretta delle dita.
A quell'uomo che è venuto a cercare la tua pelle come mai non è bastata la tua polvere di stelle?
Ma se è vero che si vive oltre questa dimensione io mi chiedo qual'è il denso mi domando la ragione.
A quell'uomo che è venuto a cercare la tua pelle come mai non è bastata la tua polvere di stelle?
Ma se è vero che si vive oltre questa dimensione io mi chiedo qual'è il denso mi domando la ragione.
Ma se è vero che non vivi e non vuoi parlare nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare
di riprendere a volare.

INDIANI D'AMERICA

LE LEGGENDE DI UN POPOLO

Non ho più parole solo il silenzio nella notte che accompagna i miei passi
non so più a chi credere scorre la rabbia nel fiume lente cadono le foglie
ragazzi di 20 anni che a casa non torneranno rimane una croce sulla collina.
Ritornano i pescherecci dal mare ritornano le aquile al nido le leggende di un popolo
sono antiche come le montagne.
Stanno sventolando le bandiere nessuna ha il colore della libertà bruceranno in un fuoco d'inverno
abbiamo chiuso i nostri occhi le porte della coscienza senza voltarci per non guardare
cosa vuoi che sia il Libano, la Jugoslavia, L'Amazzonia
gente senza nome senza una storia. Ritornano i gabbiani sugli scogli
ritornano i bambini nei cortili le leggende di un popolo sono antiche come le montagne
ritornano i gabbiani nel mare partono le aquile dai nidi ritornano i gabbiani sugli scogli
giocano i bambini nei cortili
Le leggende di un popolo sono antiche come le montagne
Le leggende di un popolo sono antiche come le montagne.

AMAZZONIA

RICORDATI DI CHICO

I signori della morte hanno detto sì, l’albero più bello è stato abbattuto. I signori della morte non vogliono
capire, non si uccide la vita, la memoria resta: così l’albero cadendo ha sparso i suoi semi
e in ogni angolo del mondo nasceranno foreste.
Ma salvare le foreste vuol dire salvare l’uomo, perché l’uomo non può vivere tra acciaio e cemento,
non ci sarà mai pace, ma il vero amore finché l’uomo non imparerà a rispettare la vita.
Per questo l’albero abbattuto non è caduto invano, cresceranno foreste e una nuova idea del uomo.
Ma lunga sarà la strada e tanti gli alberi abbattuti, prima che l’idea trionfi senza che nessuno muoia,
forse un giorno uomo e foresta vivranno insieme, speriamo che quel giorno ci siano ancora.
Se quel giorno arriverà ricordati di un amico, ma proprio svigno se la foresta Ricordati di Chico.
Se quel giorno arriverà ricordati di un amico, morto per gli indios e la foresta ricordati di cico.
Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la…

FAVELAS

IN FAVELAS

Non ci sono prati, solo muri consumati, per giocare poche pietre o qualche canna di bambù.
Per vivere, rubare, per sopravvivere, ammazzare, strana legge della vita di tribù.
In favelas. In favelas.
Sembra che qualcuno ha disdegnato loro il cielo negl'occhi brilla l'odio e nelle vene scorre il gelo
Nati tra ingiustizie, tra rifiuti ed immondizie prima ancora di acquistarla han già perso dignità.
Sogni tra le stelle in mano poche caramelle, il passato è inesistente, non ha volto il presente.
Sfilano le squadre della morte per le strade alla ricerca di giustizia e giustizia non sarà.
In favelas. In favelas.
Brucia tra le fiamme il cuore dentro le capanne uccisi sopra un marciapiede, tanto, nessuno vede.
Il mondo li rifiuta, perché il mondo non aiuta ti ha chiamato a stare zitto, questo è l'unico diritto.
Sogni tra le stelle in mano poche caramelle, il passato è inesistente, non ha volto il presente.
Sfilano le squadre della morte per le strade alla ricerca di giustizia e giustizia non sarà.
In favelas. In favelas.

DESAPARECIDOS PIAZZA 1 MAGGIO

CANZONE PER I DESAPARECIDOS

Un palazzo sfavillante dalle finestre luminose, un portone assai bugiardo dell'inferno sottostante.
Terzo piano il più importante dietro a un tavolo il potere, una giunta militare che decide per la morte
Secondo piano grandi saloni per ricevere gl'onori , radunando ambasciatori di affari generali.
Primo piano stan gli uffici con gli schedari riservati, non è aperto mai a nessuno per informar la gente.
Desaparecido, desaparecido desaparecido, desaparecido desaparecido.
Interrati stan gli orrori, sudan sangue quelle mura di quei vivi senza voce fra gli attrezzi di tortura.
Li han contati a migliaia donne, uomini e bambini la cultura e la miseria cancellate dalla terra.
Anche gli uomini di Dio non han visto né sentito, hanno perso il coraggio di un messaggio di pietà.
Desaparecido, desaparecido desaparecido, desaparecido desaparecido.
Quegli orrori son finiti, confessati ormai si sono, perdonati dalla legge, chi è rimasto ricorderà.
Non han tombe neanche croci, non han volto quelle voci, sono un nome in qual foglio, a cercar la verità.
Nella piazza 1° Maggio una folla silenziosa tiene viva quella voce, di scomparsi senza colpa.
Desaparecido, desaparecido desaparecido, desaparecido desaparecido.
Desaparecido, desaparecido desaparecido, desaparecido desaparecido.

INQUINAMENTO

IL FIUME

Il fiume riporta olio e catrame. schiume e tronchi, animali letame. se l'acqua fosse acqua che voglia di bere...
Su dimmi, ricordi quei visi orgogliosi i tuffi dei pazzi coraggiosi ?
Per grandi pianure il vento domanda ma può morire un fiume?
Il fiume riporta barche e legni, ruggine e chiodi pesci e segni se l'acqua fosse acqua che voglia di bere...
Su dimmi, ricordi i voli più belli la voce dell' uomo dei battelli?
Tra esili canne il vento domanda ma può morire un fiume ?
Il fiume riporta quello che trova quel che riceve, rigetta e rinnova se l'acqua fosse acqua che voglia di bere...
Tramano vendetta correnti scure dai gorghi profondi mortali paure.
Tra altri pioppi il vento domanda ma può morire un fiume ?

 

DISCRIMINAZIONI RAZZIALI

BIANCHI E NERI

Erano  giorni terribili, la guerra divampava un mostro spaventoso, la gente divorava
fratello contro fratello, odio contro amore uomini venivano uccisi solo per un colore.
Ma un uomo nel suo giardino la speranza coltivava
tutti i suoi fratelli con amore aiutava anche lui aveva un'idea: con coraggio la portava
ma su tutto amava la vita contro tutti lottava.
Così un giorno vide un nero moribondo fece proprio di tutto per riportarlo al mondo
per questo i bianchi pensarono che fosse un collaborazionista il suo nome scrissero sopra una lunga lista.
Un giorno un bianco fuggiasco alla sua porta andò a bussare
per cercare scampo alla morte da lui si fece salvare, così anche i neri lo odiarono,
giurarono vendetta perché chi non era con loro doveva morire in fretta.
In una notte di luna l'uomo buono camminava
sopra il crinale di un monte, che due valli divideva, da una parte i bianchi lo spiavano,
pronti a colpirlo al cuore dall'altra i neri stavano per placare il loro furore.
Partirono due colpi assieme cadde con gli occhi al cielo
sul suo sguardo stupito si stese un lieve velo. I neri felici esultarono
come i bianchi a loro volta, ma essi non sapevano che la pietà era morta.

GIUSTIZIA

MAMMA GIUSTIZIA

Con grandi occhi vede per te.. con forte voce parla per te ..
con larghe braccia lei ti proteggerà.. Mamma Giustizia sa quello che fa .
Se vedi uno che mangia per tre.. e un altro che non ha niente per sé ..
non ci pensare non sono affari tuoi. Mamma Giustizia ci pensa per te.
Sei nei guai ricorri a lei, vedrai vedrai non sbaglia mai .
Spina del delinquente, rosa per l'innocente,
tu abbi fiducia perché c'è Mamma Giustizia per te.
Pietosa eppure senza pietà ..nel dubbio assolve ma spezzerà ..
chiunque osi colpire i figli suoi. Mamma Giustizia provvede per noi .
Chi ruba poco la pagherà ..chi ruba molto sta in libertà ..
tu vai tranquillo non chiederti perché. Mamma Giustizia ci pensa da sé.
Sei nei guai ..ricorri a lei ..vedrai vedrai ,non sbaglia mai .
Spina del delinquente, rosa per l'innocente .
Tu abbi fiducia perché ,c'è Mamma Giustizia per te.

ORRORI degli ERRORI

L'UOMO DI MONACO

E guardai, scrutai, quel vecchio a Monaco
quel sorriso, quella birra quante cose poi pensai,
la mia mente a una folla di sguardi fissati
dietro a quei fili spinati.
E lo spiai, scrutai, divise immaginai,
di uno che, marciò, l'Europa calpestò,
la mia mente a una folla di sguardi spietati
fuori da quei fili spinati.
Lo guardai
nel fondo dei suoi occhi
lo fissai
insistendo sempre più
per vedere se c'era
colpa o, paura
perchè, per quale ragione.
E guardai, scrutai, niente poi notai
solo rughe sul viso,dal tempo seminate,
non aveva artigli, tremavan le sue mani
come quelle di mio padre.
Lo guardai...
Ritornai poi, ancora a Monaco
lo cercai, ma ormai, lui non era più,
la mia mente, quella folla, quelle mani
tra un volo di gabbiani.

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