QUESTE PAGINE VOGLIONO ESSERE DEDICATE A TUTTE LE VITTIME DELLA STUPIDITA' UMANA

NON DIMENTICHIAMOLI . . . .

NON VOGLIAMO FARE COMMENTI PERSONALI ALLE IMMAGINI CHE VI PROPONIAMO. PENSIAMO CHE SI COMMENTINO DA SOLE. LE ABBIAMO ACCOMPAGNATE CON UN TESTO APPROPRIATO DELLE TANTE CANZONI CHE I NOMADI HANNO CANTATO DENUNCIANDO LE PROBLEMATICHE CHE PURTROPPO ALIMENTANO LE PRIME PAGINE DEI NOSTRI GIORNALI.

MURO DI BERLINO

IL MURO

Portavi la chitarra sulle spalle come un fucile, cantavi le canzoni, inglesi che la gente non sapeva,
dicevi che il mondo domani cambierà. Qualcuno ti amava, la gente non ti capiva,
pensava al pane e alle code sulle strade, dove il gelo fermava anche gli orologi.
Portavi la chitarra sulle spalle come un fucile, pronto a sparare quattro note da sbagliare un sol,
quella notte scura non c'era nessuno facile pensare ad un altro mondo.
Il tuo corpo diventò un acrobata e quel salto giù nel vuoto finì, ma quella notte qualcuno sparò
nella mano stringevi una pietra... una pietra venuta dal muro... dal muro dell' est.
Ora il mondo è cambiato la gente ci passa in quel posto, ma se guardo per terra in mezzo a quei sassi
c'è ancora una pietra che porta una storia.
Chi ti raccolse al mattino dice che negl'occhi avevi il gelo, la chitarra era ancora avvolta al tuo corpo.
Il tuo corpo diventò un acrobata e quel salto giù nel vuoto finì, ma quella notte qualcuno sparò
nella mano stringevi una pietra... una pietra venuta dal muro... dal muro dell' est.
Il tuo corpo diventò un acrobata e quel salto giù nel vuoto finì. Il tuo corpo diventò un acrobata
e quel salto giù nel vuoto finì.

XENOFOBIA

    

CORPO ESTRANEO

Esistenze mute Mai di ordine inferiore
Uomini pensieri Sogni ignorati
Siamo ammassati e soli
Al di là del muro C’è un fiore che ho perduto
Una sera di maggio Che poi ho dimenticato
Gente stagioni Sguardi mai incontrati
Siamo ammassati e soli dietro al muro
Tutti in guardia Che all’orizzonte c’è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva Qui c’è il corpo estraneo
Al di là del muro Un destino sconosciuto
Esigenze mute Mai di ordine inferiore
Uomini pensieri Sogni ignorati
Siamo ammassati soli dietro al muro
Tutti in guardia Che all’orizzonte c’è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva Qui c’è il corpo estraneo
Tutti armati in fila dentro l’era del corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva Qui c’è il corpo estraneo
Al di là del muro Un destino sconosciuto
Esistenze mute Mai di ordine inferiore
Uomini pensieri Sogni ignorati
Siamo ammassati e soli dietro al muro
Tutti in guardia Che all’orizzonte c’è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva Qui c’è il corpo estraneo
Tutti armati in fila dentro l’era del corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva Qui c’è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva Qui c’è il corpo estraneo.

LE MINIERE

     

NARACAULI

Poche luci nelle poche case quando si fa sera
la miniera no, non lavora più e la sabbia brucia il mare
e come è blu il tuo mare e come è stanca la voce
una rabbia brucia i boschi e poi si ubriaca all'osteria
canti antichi e sacri tirano la barca in strada di sera
Oh! nelle sere d'estate piangono i gatti e le stelle
dorme il gregge ma il pastore no.
No, lui non riesce per capire che gli han portato via
il lavoro sai e adesso la fame sui monti
lui padrone dei monti
lui prigioniero dei monti
ma una nave è approdata
stanotte Sì per non farsi vedere
e i negozi sì sono pieni già
di cose che non userai mai mai mai
e poi mai non avresti pensato che così t'hanno fregato

LE STRAGI DEL SABATO SERA

   

CANZONE PER UN'AMICA

Lunga e diritta correva la strada L'auto veloce correva
La dolce estate era già cominciata Vicino lui sorrideva
Vicino lui sorrideva.
Forte la mano teneva il volante Forte il motore cantava
Non lo sapevi che c'era la morte Quel giorno che ti aspettava
Quel giorno che ti aspettava
Non lo sapevi ma cosa hai provato Quando la strada è impazzita    
Quando la macchina è uscita di lato E sopra un'altra è finita
E sopra un'altra è finita.
Non lo sapevi ma cosa hai sentito Quando lo schianto ti ha uccisa
Quando anche il cielo di sopra è crollato Quando la vita è fuggita
Quando la vita è fuggita.
Vorrei sapere a cosa è servito Vivere, amare, soffrire
Spendere tutti i tuoi giorni passati Se così presto hai dovuto partire
Se presto hai dovuto partire.
Voglio però ricordarti com'eri Pensare che ancora vivi
Voglio pensare che ancora mi ascolti E come allora sorridi
Che come allora sorridi

LE METROPOLI

JENNY

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla pietà
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla falsità
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla viltà
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla città.
Un giorno vide bruciare il suo campicello aldilà del fosso
Un giorno vide bruciare il suo campicello lassù sul dosso
Un giorno vide bruciare il suo campo aldilà del fosso
Un giorno vide bruciare il suo campo di grano rosso
Un giorno vide arrivare il suo cavallo malandato
Un giorno vide arrivare il suo cavallo bastonato.
Ma un giorno anche questo le sparì, dovette rinunciare
Finchè un giorno a testa china in città la videro entrare.
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla pietà
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla falsità
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla viltà
Jenny abitava in un bosco a due passi dalla città.

GUERRA QUOTIDIANA

DOVE SI VA'

Sai , scriverti una lettera non è una cosa facile. Sai , mi sento così fragile. Le bombe non ti ascoltano. Ma ...questa guerra non mi cambierà....mai.... Dove si và  Come si fà A stringere la vita intanto fuori scoppia la notte. Dove si và  Come si fà Se vivere da queste parti è come tirare a sorte. Sai , il tempo è scivolato via . Ma non è stato tutto inutile , io saprò vederti crescere. E'una promessa che non mancherò. E poi , ancora un altro giorno nascerà. Per noi.....noi.  Dove si và  Come si fà A stringere la vita intanto fuori scoppia la notte. Dove si và  Come si fà Se vivere da queste parti è come tirare a sorte. E non riesco più a sorprendermi. E' la pazzia che danza intorno a me. E penso che dovrò difendermi. Ma è più difficile combattere. Se il pianto di una madre no non può salvare la notte.....la notte.... Dove si và  Come si fà A stringere la vita intanto fuori scoppia la notte. Dove si và  Come si fà Se vivere da queste parti è come tirare a sorte. Sai , scriverti una lettera non è una cosa facile.

HOUSTON .... ABBIAMO UN PROBLEMA

L'AVIATORE

Mi hanno detto che non si puo' rientrare perche' ci sono stati dei problemi tra le comunicazioni terrestri e quelle qua su Giove
 Mi hanno detto che va tutto bene e che tra poco potro' ripartire e sfrecciare nello spazio per poterti riabbracciare,
 ma sono un soldato che obbedisce non capisce  sono un esploratore che ha studiato da aviatore
 mi hanno detto stanno tutti bene e che potranno ancora sopportare tutto il gas nucleare e quello che e' uscito dal mare
 ma sono un soldato che ha obbedito ed ha capito che non e' servito non e' servito
 sai fin da bambino sognavo di volare ansioso di esplorare sai io d'aviatore amavo pilotare ero fiero di servire
 ma la tua voce e' sempre piu' lontana fuori controllo sto' perdendo il segnale
 tra polvere di terra e ferro sto ingoiandi l'ultimo boccone devo fare attenzione e' arrivata l'ultima istruzione
 mi hanno detto che non posso tornare che almeno uno si deve salvare perche' devo testimoniare per non ripetere lo stesso errore
 ma sono un soldato che ha obbedito ed ha capito  che non e' servito non e' servito
 sai fin da bambino sognavo di volare ansioso di esplorare sai io d'aviatore amavo pilotare ero fiero di servire
 ma la tua voce e' sempre piu' lontana fuori controllo sto' perdendo il segnale
 adesso ho smesso di parlare e vedo la terra scoppiare  quanta luce e quanto amore si dissolvono nel buio.

BIKO

 

Steven Bantu Biko (18 dicembre 1946 - 12 settembre 1977), famoso attivista anti-apartheid sudafricano.

Nel 1970 fonda Coscienza Nera (Black Consciousness), un movimento sorto dall'angoscia e dalla frustrazione degli africani colti, che si vedono preclusa ogni libertà a causa dell'apartheid. Coscienza Nera si articola in tre organizzazioni: un movimento politico (Black Peoples' Convention), una centrale sindacale (Black Allied Workers' Union) e una lega studentesca (South African Students' Organisation).

Il 6 settembre 1977 Biko fu arrestato presso un posto di blocco dalla polizia sudafricana. Durante la prigionia nel carcere di Port Elizabeth subì una grave lesione al cranio, presumibilmente colpito con una spranga, e il 12 settembre 1977 morì durante il trasferimento verso un'altra prigione. Le fonti ufficiali della polizia sostennero che il decesso era da attribuirsi a un prolungato sciopero della fame.

La morte di Biko contribuì a farne un simbolo per la popolazione sudafricana nera, un eroe della resistenza contro il regime afrikaner; i suoi funerali furono l'occasione per una grande manifestazione di massa e di sfida.

 

September '77
Port Elizabeth weather fine
It was business as usual
In police room 619
Oh Biko, Biko, because Biko
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja [*]
-The man is dead

When I try to sleep at night
I can only dream in red
The outside world is black and white
With only one colour dead
Oh Biko, Biko, because Biko
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
-The man is dead

You can blow out a candle
But you can't blow out a fire
Once the flames begin to catch
The wind will blow it higher
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
-The man is dead

And the eyes of the world are
watching now
watching now

«Quando cerco di dormire, di notte, riesco a sognare solo in rosso» diceva con triste angoscia una canzone di Peter Gabriel del 1980, intitolata “Biko”. Dedicata a Steve Biko, capo del movimento sudafricano anti-apartheid “Coscienza Nera”, torturato e poi ucciso dalla polizia bianca, la canzone non ci mise molto tempo a diventare un generico inno anti-razzista, nemico di ogni specie di intolleranza. La melodia disperata, le percussioni tradizionali africane - inevitabilmente e tragicamente legate alla schiavitù - introducono immediatamente l’ascoltatore nel clima frastornato di chi è costretto ad assistere ad una violenza inaudita, per un motivo umanamente incomprensibile. Di estrema attualità, quindi. Merito di un artista, quale Peter Gabriel è a tutti gli effetti, o riprovevole colpa di alcuni uomini? La risposta ci preme il petto. Sappiamo solo constatare con apparente rassegnazione, come fa la canzone, che «the man is dead», l’uomo è morto. La memoria è cattiva e la storia poco insegna, basta guardarsi intorno per notare le sciocche divisioni: uomini e donne, bianchi e neri, eterosessuali ed omosessuali, neoliberismo e terzo mondo, cristiani e mussulmani. Sta di fatto che sono ancora in molti e ancora in maggioranza a non volerne più sapere di fischi di bombe, torture gratuite, esecuzioni ingiustificate. E sono sempre quelli che più ne pagano le conseguenze. Ma quando ne scompare uno di loro poco conta: «Potete spegnere una candela, ma non potete spegnere un fuoco».

 

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